San Martino di Tours

San Martino e la sua Estate

A Riccione è tempo di festa. L’11 novembre è San Martino, il nostro patrono. Potrebbe suonare strano pensare che in una località di mare, legata al turismo e alla festa, il patrono sia nel pieno periodo autunnale, ma c’è un particolare, una coincidenza forse, un dato di fatto sicuramente, che fa sì che la festa di San Martino possa legarsi strettamente al concetto di vacanze: è proprio in questo periodo che cade la cosiddetta Estate di San Martino.

Andiamo con ordine. Partiamo dalla storia di Martino di Tours. Martino era un vescovo vissuto nel IV secolo ed è ricordato per un aneddoto molto particolare. Nato nell’anno 316, Martino fu costretto ad arruolarsi nell’esercito romano in base ad editto imperiale. A 19 anni uno dei suoi compiti era la ronda notturna e durante una gelida notte avvenne l’episodio che ancora oggi accompagna il suo mito. Martino s’imbatté in un mendicante quasi nudo e vedendo la sua sofferenza decise di strappare il proprio mantello militare dandone una parte al poveretto per scaldarsi.

La notte successiva Martino ebbe una visione durante un sogno: vide Gesù che lo presentava ai suoi angeli come quel soldato romano non battezzato che lo vestì la notte precedente. Al risveglio il mantello era di nuovo intero. La forza di questo sogno fu talmente straripante che Martino volle diventare cristiano. La sua vita proseguì per altri venti anni circa nell’esercito finchè non decise di lasciarlo e impegnarsi a lottare gli eretici. Visse poi un periodo da eremita prima di scegliere di diventare monaco e, su insistenza dei cittadini di Tours, vescovo.

Negli anni ecclesiastici si contraddistinse per il forte lavoro di preghiera e azione e grazie al fatto di essere vissuto da sempre nelle zone rurali, fu in grado di stare sempre al passo con le esigenze degli abitanti delle campagne, dei più poveri, facendo breccia nel cuore dei bisognosi. Morì l’8 di novembre ma la sua ricorrenza avviene nella data della sepoltura, l’11 novembre.

La santificazione fu quasi immediata per via dei diversi miracoli attribuitigli. Oggi è una data di festa per diversi popoli dell’occidente. In alcuni Paesi è festa nazionale, in altri viene celebrata con processioni e rievocazioni liturgiche. In Italia sono diversi i Comuni che l’hanno adottata come data del Santo Patrono e tra questi ci siamo pure noi riccionesi.

Tra i detti popolari, i racconti che risuonano dalla notte dei tempi, c’è proprio quello dell’Estate di San Martino. Secondo la tradizione, infatti, poco dopo che Martino lasciò metà del suo mantello al mendicante sofferente, il cielo si schiarì e la temperatura divenne più mite facendo pensare a un colpo di coda dell’estate come se Dio avesse voluto ringraziare martino per aver sacrificato il proprio mantello regalando a lui e a tutti i sofferenti qualche giorno caldo.

Tipicamente, ogni anno nel periodo iniziale di novembre sembra che ci siano dei giorni più caldi in cui il clima non corrisponde alle medie stagionali e, proprio per via della leggenda, si parla di Estate di San Martino.

E allora come si fa a non dire che il patrono di Riccione non cada in estate? Certo, può sembrare una forzatura, ma la vita è fatta anche di magia. Nulla avviene per caso. In fondo è un modo come un altro per dire che a Riccione è sempre estate. Ce l’abbiamo dentro!

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