Piadina Romagnola IGP La Spessa

Piadina Romagnola IGP – La Spessa

Romagna che vai, piadina che trovi

Guelfi o ghibellini. Montecchi o Capuleti. Mare o montagna. Ci sono fazioni in ogni angolo del mondo, che siano inimicizie, gusti, interessi, c’è sempre la possibilità di scegliere tra l’opzione A e l’opzione B. Nell’ambito della piadina romagnola, c’è una dolce e sana contrapposizione tra la piadina sottile e quella cicciotta, una contrapposizione che non è solo dettata dal diverso gusto, ma anche dalla zona d’origine.

La piadina sottile, si sa, è tipica delle zone a sud della Romagna, da Rimini fino Cattolica, un lembo di terra molto piccolo che, però, è conosciuto dai milioni di visitatori, di turisti che ogni estate affollano il litorale. Essa si contrappone alla piadina spessa, che è tipica da Santarcangelo in su, per tutto il resto della Romagna, un territorio decisamente più esteso. A Cesena, a Forlì, a Ravenna, la piadina è grossa. Per questo motivo é lo stesso disciplinare che sovrintende l’uso del marchio IGP a definire come Piadina Romagnola IGP quella più spessa, e come variante “alla Riminese” quella sottile.

Piadina farcita IGP La Spessa

Proprio all’interno del disciplinare se ne definiscono le linee guida: dallo spessore maggiore al diametro inferiore, fino alla composizione della ricetta, fatta solo da farina di grano tenero, acqua, grassi, sale e lievito. Senza uso di conservanti o di qualsivoglia altro prodotto non citato dal disciplinare. Anche questa piadina, per essere IGP, deve essere prodotta in una determinata zona circoscritta (province Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e parte di quella di Bologna) e deve seguire un determinato procedimento di preparazione e cottura.

Una piadina spessa ha un utilizzo simile a quella sottile, ma è molto più comune consumarla per accompagnare il pasto al posto del pane. È frequente, nei ristoranti di queste zone, che le pietanze siano servite proprio insieme a un cestino di piadina spessa ancora calda, per accompagnare sia carne che pesce, salumi o formaggi, verdure cotte o insalate. Come la versione sottile, poi, si presta meravigliosamente anche ad essere farcita. Ed è proprio sulla base dello spessore, oltre che del sapore, che ogni chiosco costruisce la propria storia e reputazione. È risaputo, infatti, che non a tutti piace sottile, ma i gusti sono gusti!

La nostra piadina Spessa si inserisce alla perfezione in questo panorama. Ed è inconfondibile: un sapore ancora più intenso unito a una morbidezza unica. Un morso tira l’altro e l’hai finita ancora prima di iniziare a farcirla. La nostra Piadina Romagnola IGP – La Spessa è presentata in una confezione arancione, il nostro colore principale, e contiene 3 piadine per un totale di 440g. Rispetto alla versione sottile si differenzia per un diametro più piccolo. Al centro della confezione è rappresentato un tagliere con alcune piadine spesse tagliate a spicchi, del prosciutto e del formaggio spalmabile, proprio per far capire che può essere gustata in tanti modi diversi, anche da sola.Certificazioni IGP

Un utilizzo molto particolare a cui si presta perfettamente questa piadina è la preparazione a mo’ di piadizza. Si tratta semplicemente di farcire la piadina, ancora intera, come fosse una pizza, distribuendo pomodoro e mozzarella sulla sua superficie (ed eventuali altri ingredienti a piacere), poi infornarla per 8-9 minuti a 200°. Se ne otterrà una ricetta insuperabile.

Chi non la conosce se ne innamora al primo morso e non può più farne a meno. Perché la piadina è così: che sia sottile o spessa, diventa subito indispensabile.

Piadizza